Tracciabilità dei lotti con il kanban: è possibile? Guida pratica
Risposta breve
Sì, i lotti si possono tracciare anche in un sistema kanban, ma il cartellino di carta da solo non basta. Il cartellino nasce per segnalare quanto e quando riordinare, non quale lotto sta circolando: per la tracciabilità serve affiancargli regole FIFO rigide, un contenitore dedicato a un solo lotto e una registrazione manuale di numero di lotto, date e utilizzi.
Funziona finché codici e volumi sono pochi: quando crescono, o quando un cliente chiede di risalire a un lotto in poche ore, i registri cartacei diventano il punto debole, ed è qui che il kanban elettronico fa la differenza.
Perché i lotti sono un problema nei sistemi kanban
Il kanban è sostanzialmente un sistema di ripristino dei materiali, non di identificazione. Il cartellino è legato a un codice articolo e a una quantità fissa, e torna in circolo identico a ogni ciclo: lo stesso cartellino accompagna oggi il lotto A e tra due settimane il lotto B.
La tracciabilità dei lotti (o rintracciabilità) è invece la capacità di ricostruire, per ogni lotto, da quale fornitore è arrivato, quando, in quali prodotti finiti è stato usato e a quali clienti è stato spedito. Le due logiche non si contraddicono, ma non coincidono: il kanban di base non conserva memoria di quale lotto ha accompagnato.
La tracciabilità dei lotti diventa fondamentale in tre casi:
- Norme e certificazioni: la ISO 9001 (punto 8.5.2) chiede identificazione e rintracciabilità quando è un requisito; nell’automotive la IATF 16949 la rende di fatto obbligatoria; nell’alimentare la impone il Regolamento CE 178/2002; nel medicale il Regolamento UE 2017/745.
- Richieste dei clienti: un OEM (Original Equipment Manufacturer) o un capocommessa può chiedere di sapere entro poche ore quali consegne contengono un componente sospetto.
- Gestione delle non conformità: senza tracciabilità, un difetto su un lotto obbliga a bloccare o richiamare tutto il materiale prodotto in un periodo, non solo quello coinvolto.
Come tracciare i lotti con il kanban: 4 metodi pratici
Per tracciare i lotti con i cartellini, esistono 4 metodi pratici combinabili tra loro. Attenzione però che più sono rigorosi, più aumenta sì la tracciabilità, ma anche il lavoro manuale richiesto.
Metodo 1: un contenitore, un lotto
Ogni contenitore kanban contiene materiale di un solo lotto, mai rabbocchi con un lotto diverso. Il numero di lotto si scrive su un’etichetta applicata al contenitore (o sulla bolla del fornitore attaccata al contenitore), non sul cartellino, che resta riutilizzabile.
- Pro: semplice, nessun registro aggiuntivo per identificare il materiale.
- Limite: se il lotto del fornitore è più grande del contenitore, servono più etichette e più attenzione allo stoccaggio.
Metodo 2: FIFO rigoroso nel supermarket
Scaffali a gravità, corsie a scorrimento o regole di prelievo per consumare prima il materiale in magazzino da più tempo garantiscono che i lotti vengano consumati nell’ordine di arrivo. Così, conoscendo le date di arrivo, è possibile stimare con buona approssimazione quando un lotto è entrato in produzione.
- Pro: non richiede di scrivere nulla, perché l’ordine viene dedotto dalla disposizione fisica. In più riduce il rischio di avere materiale scaduto o rovinato nel tempo a magazzino.
- Limite: è una stima, non una registrazione. Un solo prelievo fuori sequenza invalida tutta la stima.
Metodo 3: registro di consumo a bordo linea
Quando l’operatore apre un nuovo contenitore annota su un modulo (o su un foglio Excel) codice, numero di lotto, data, ora e ordine di produzione o turno.
- Pro: è l’unico metodo che crea un vero legame tra lotto componente e prodotto finito.
- Limite: dipende dall’accuratezza dell’operatore e richiede di ricopiare i dati per poterli consultare.
Metodo 4: cartellino con campo lotto a pennarello (o tasca porta-documenti)
Alcune aziende aggiungono sul cartellino un campo cancellabile o una tasca in cui inserire la bolla del lotto in corso.
- Pro: costa quasi nulla e l’operatore vede subito, a bordo linea, quale lotto sta usando. È utile anche per i controlli qualità in reparto.
- Limite: l’informazione si cancella al ciclo successivo, quindi non resta uno storico. Utile come identificazione, non come tracciabilità.
Dove si creano problemi di tracciabilità con i cartellini kanban
Anche con i metodi migliori, ci sono punti in cui la catena di tracciabilità si interrompe. Di seguito presentiamo i principali.
| Punto critico | Cosa succede | Conseguenza |
|---|---|---|
| Rabbocco di un contenitore con un lotto diverso | Due lotti si mescolano nello stesso contenitore | Impossibile dire quale lotto è finito in quale prodotto |
| Prelievo fuori sequenza FIFO | Un lotto più recente viene usato prima di uno vecchio | Le date stimate di consumo diventano sbagliate |
| Registro non compilato o illeggibile | L’operatore dimentica o scrive male lotto e ora | Buco nella catena, scoperto solo al momento del bisogno |
| Dati su carta o su file sparsi | Moduli in reparto, Excel in ufficio, bolle in archivio | Ricostruire un lotto richiede ore o giorni di ricerca |
| Cartellino perso o duplicato [link] | Il ciclo kanban si interrompe o si sdoppia | Anche il legame cartellino-contenitore-lotto si perde |
| Codici e lotti che crescono | Più articoli, più fornitori, lotti più piccoli | Il carico di registrazione manuale diventa insostenibile |
Il segnale più chiaro che il sistema è arrivato al limite è il tempo: se per rispondere a “in quali consegne è finito il lotto X?” servono più di qualche ora, la tracciabilità esiste sulla carta ma non nella pratica.
Rendere possibile la tracciabilità con il kanban elettronico
Come forse avrai già sentito, il kanban non esiste solo nella versione “tradizionale”, con cartellini cartacei riutilizzati tra i diversi cicli di ripristino. Da diversi anni infatti esiste anche il kanban elettronico (o e-kanban), la versione digitalizzata del metodo kanban in cui le informazioni riportate sui cartellini vengono gestite attraverso un software.
Il funzionamento è lo stesso della versione tradizionale: si riordina solo quando un contenitore si svuota. La differenza sta nel cartellino. Oltre a codice articolo e quantità, ogni cartellino riporta un codice a barre o un QR code che lo identifica in modo univoco, come una targa: anche due cartellini dello stesso articolo hanno codici diversi.
Quando il contenitore si svuota, l’operatore non porta più il cartellino in bacheca ma lo scansiona con uno smartphone o un lettore a barre, e la richiesta di ripristino viene trasmessa digitalmente al fornitore, interno o esterno. Ogni scansione viene registrata con data e ora.
È proprio questo storico a rendere possibile la tracciabilità, in tre modi:
- Storico automatico: ogni cartellino ha un identificativo univoco e il software registra quando è stato rilasciato, preso in carico dal fornitore, spedito, ricevuto e consumato. Non serve trascrivere o ricopiare nulla.
- Ricostruzione automatica dei collegamenti. Nel software di kanban elettronico KanbanBOX, ad esempio, il modulo Track and Trace collega i cartellini dei componenti a quelli dei prodotti finiti confrontando le finestre temporali delle date di consumo dei componenti e dei periodi di lavorazione di un prodotto finito.
Ciò permette sia di risalire ai prodotti finiti che potrebbero contenere un componente difettoso, sia ai componenti che potrebbero essere stati utilizzati in un prodotto finito contestato. - Individuazione del fornitore. Se i fornitori sono collegati al sistema di kanban elettronico (con il kanban d’acquisto), anche le informazioni circa il numero di spedizione e la data di consegna vengono registrate dal software. In questo modo la tracciabilità parte non solo dal consumo del materiale, ma dal suo arrivo nello stabilimento.
I metodi di tracciabilità fisici presentati nel paragrafo precedente restano utili: un lotto per contenitore e FIFO rendono il dato elettronico ancora più preciso. La differenza è che la registrazione non dipende più da un modulo da compilare ma avviene con una semplice scansione.
Tracciabilità in un sistema a kanban tradizionale e kanban elettronico a confronto
| Elemento valutato | Kanban tradizionale (non digitalizzato) | Kanban elettronico (o e-kanban o digitale) |
|---|---|---|
| Identificazione del cartellino | Non univoca: tutti i dati sono uguali ad ogni ciclo (es. codice articolo e quantità) | Univoca: ogni cartellino contiene un codice identificativo univoco sotto forma di codice alfanumerico e/o barcode, QR o RFID |
| Registrazione di date e passaggi | Manuale, su moduli o Excel | Automatica a ogni scansione |
| Storico | Solo se qualcuno lo registra e lo conserva | Sempre disponibile nel software |
| Legame componente e prodotto finito | Ricostruito a mano dai registri | Report automatico, in entrambe le direzioni |
| Coinvolgimento del fornitore | Bolle e documenti separati | Spedizioni registrate sugli stessi cartellini |
| Tempo per rispondere a un richiamo | Ore o giorni | Minuti |
| Dipendenza dalla disciplina degli operatori | Alta | Bassa: basta scansionare il cartellino |
Esempio: cosa succede quando un fornitore segnala un lotto difettoso
Immaginiamo un’azienda meccanica che produce gruppi valvola, Valvole Srl. Il fornitore di guarnizioni (Guarnizioni Spa) comunica che il lotto L-2417 ha un difetto di mescola. Valvole Srl vuole sapere dove sono stati usati i componenti di quel lotto.
Con il sistema kanban tradizionale
- Il responsabile qualità di Valvole Srl cerca la bolla del lotto L-2417 per capire quando è arrivato.
- Recupera i registri di apertura dei contenitori di quel periodo, se compilati.
- Incrocia le date con gli ordini di produzione e poi con le spedizioni ai clienti.
- Se un registro manca, per prudenza blocca tutto il materiale prodotto in quelle settimane.
Tempo impiegato: ore, senza la certezza di trovare l’informazione necessaria.
Con il kanban elettronico
- Il responsabile qualità di Valvole Srl individua il cartellino che ha accompagnato il lotto L-2417 (dalla ricezione o dall’etichetta del contenitore).
- Lancia il report di tracciabilità sul cartellino del componente.
- Ottiene l’elenco dei cartellini di prodotto finito realizzati mentre quel contenitore era in consumo.
- Blocca solo quei lotti di prodotto finito e comunica al cliente un perimetro preciso.
Tempo impiegato: pochi minuti e con risposte ben delimitate.
Checklist: il tuo sistema di tracciabilità regge?
Rispondi a queste domande sul tuo sistema attuale. Ogni “no” è un punto in cui la catena può interrompersi.
- Ogni contenitore contiene un solo lotto?
- Il numero di lotto è visibile sul contenitore fino al consumo completo?
- Il prelievo segue sempre la logica FIFO (First-in, First-out), anche nei turni di notte e nei picchi?
- Apertura e consumo di ogni contenitore vengono registrati con data e ora?
- Lo storico è consultabile da un unico posto, senza che sia necessario ricopiare i dati?
- Sai collegare un lotto di componenti ai prodotti finiti in meno di un’ora?
- Sai fare anche il percorso inverso, dal prodotto finito ai componenti?
Se hai risposto “no” a tre o più domande, ti conviene valutare un sistema che registri questi dati in modo automatizzato. Prenota una demo di KanbanBOX per vedere come funziona il Track and Trace sui tuoi codici.
Domande frequenti
Sì. Il kanban gestisce il riordino, la tracciabilità e l’identificazione: si integrano, a patto di aggiungere regole (un lotto per contenitore, FIFO) e un modo per registrare i consumi.
Puoi, ma il cartellino torna in circolo a ogni ciclo e il dato si perde. È meglio scrivere il lotto sul contenitore e registrare a parte quando il contenitore viene aperto e finito.
No. Il FIFO permette di stimare quando un lotto è stato consumato, ma un solo prelievo fuori sequenza rende la stima inaffidabile. Va affiancato da una registrazione.
È la versione digitalizzata del sistema kanban: stessi cartellini e stessa logica pull, ma ogni cartellino ha un codice univoco e ogni cambio stato (disponibile, in lavorazione, da ripristinare) viene registrato in un software. Per approfondire leggi Cos’è il kanban elettronico.
No. Bastano codici a barre o QR letti con smartphone o lettori. L’RFID automatizza la lettura ed è utile con volumi alti.
Hai qualche domanda?
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